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Piccoli e grandi ladri, oramai siamo in una nazione dove chi non ruba è praticamente tagliato fuori. Io sono un venditore eBay, lo sono diventato dopo aver perso il mio posto di lavoro a 43 anni con tre figli a carico . Ho venduto a poco a poco molte delle cose che avevo accumulato negli anni e ultimamente ho venduto all’asta un mio girocollo d’oro e chiaramente mi reco alle poste per effettuare la spedizione

Mi sento rispondere: – Signore!! Non è possibile spedire un plico assicurato per un importo superiore a 50,00 euro-, a questo punto domando:- E come dovrei spedirlo assicurandone il contenuto?- , mi fanno: – deve fare un posta celere 1 plus-. Allora io faccio tutta la procedura per inviare il plico, e l’impiegato allo sportello mi chiede di scrivere cosa ci fosse nella busta ed io scrivo tranquillamente : ” Collana” e dichiaro l’importo per 200,00 euro. Pago la somma di 12,75 euro e avuta la ricevuta, vado via.

La posta celere 1, ci dovrebbe impiegare un giorno per arrivare e quindi il giorno 11 ottobre, visto che avevo spedito il giorno 9, vado sul sito delle poste per controllare la tracciatura della spedizione e risulta partita da Napoli. Avendo dei dubbi, chiamo il numero del call center delle poste 803160 e chiedo a riguardo e mi rispondono che non ne sanno niente tranne che è partita da Napoli, quindi niente di nuovo. Il giorno seguente, rivado sul sito delle poste e sempre la stessa cosa, per questo richiamo il call center e chiedo spiegazioni, ma la stessa risposta:- signore, non ci risulta niente – allora io incomincio a perdere la pazienza e chiedo di sapere il nome della persona che mi stava rispondendo ed essa, sgarbatamente mi risponde male e mi attacca il telefono in faccia.

Nei giorni seguenti, con cadenza giornaliera, telefono allo stesso numero, ma mi sento sempre la stessa tiritera, allora immaginatevi come mi sono sentito preso in giro , anche dal fatto che mi dicevano:- signore, ci vogliono 40 giorni per sapere qualcosa, stanno indagando-. Indagando? Ma che cavolo ci vuole per sapere che fine ha fatto la mia spedizione?

Così inoltro pratica per il rimborso nel frattempo che attendo sino al giorno 27 ottobre, dopo che sistematicamente ho chiamato tutti i giorni allo stesso numero, e minacciato di fare denunzia alla polizia postale, e chiesto inutilmente di conoscere il nome del responsabile sia del call center e sia della SDA di Casandrino, per cercare di scovare il ladro che si è fregato la collana.

Il giorno 27 ottobre, mi chiama un anonimo delle poste per dirmi che la spedizione e andata smarrita e che io devo aspettare altri 40 giorni per il rimborso ma devo presentare la documentazione che certifichi l’effettivo valore del contenuto del plico.

Ma la vogliamo smettere? Il ladro impunito e con lui impuniti tutti i responsabili che se ne sono infischiati delle mie legittime ragioni.

Una vergogna, per tutti gli italiani onesti che sono preda di farabutti autorizzati.

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Intervista del Corriere della sera .it

De Magistris e l’inchiesta tolta

«Contro di me i poteri occulti

Ora rischio pallottole e tritolo»

Lo sfogo del pm: non ci sono le condizioni per fare il magistrato in Calabria

DAL NOSTRO INVIATO
CATANZARO — Non è abbattuto. Non è prostrato. Ma «questa pugnalata alle spalle» Luigi de Magistris, professione pm, non se l’aspettava. Il «pugnalatore » si chiama Dolcino Favi, un avvocato generale dello Stato che da gennaio 2007 fa il procuratore generale reggente a Catanzaro. Favi ha avocato a sé l’inchiesta Why not, quella in cui sono indagati il presidente del Consiglio, Romano Prodi (abuso d’ufficio), il ministro della Giustizia Clemente Mastella (abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa all’Unione europea e allo Stato italiano) e una schiera di politici, affaristi, militari, magistrati, massoni.

Allora, dottor de Magistris, c’è una strategia in ciò che sta accadendo?
«È evidente. C’è una strategia in atto. Una strategia ben nota all’Italia. Si chiama strategia della tensione».

Come fa a dirlo?
«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l’avocazione di un’altra mia indagine e la fuga di notizie sull’iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata».

Quale manina?
«Poteri occulti. Massoneria, soprattutto. Coadiuvati da pezzi della magistratura, non solo calabrese, che in questa vicenda hanno svolto un ruolo fondamentale L’ultimo gol, secondo questo ragionamento, lo hanno fatto segnare al procuratore generale Favi? «Beh, è un dato di fatto che il dottor Favi, soprattutto negli ultimi mesi, sembra che abbia svolto soltanto un ruolo: una intensa attività epistolare in cui si è occupato di me, come magistrato e come persona fisica. Voleva togliermi anche l’inchiesta Toghe lucane. Finora non c’è riuscito, ma non è detto che non abbia già pensato di concludere il lavoro ».

Per quali ragioni lei teme che si voglia spingere il Paese in un clima da anni di piombo?
«Perché con questa avocazione, me lo lasci dire, torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia ».

Lei rischia?
«Certo. E non solo io. Anche tutti gli altri che si sono occupati di queste vicende. E tutti i cittadini».
Cosa si rischia?
«Dopo un’avocazione di un’inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo».

Come le pallottole inviate a lei e al gip di Milano, Clementina Forleo, firmate Brigate rosse?
«Ma quali Brigate rosse! Per fortuna, oggi siamo in un momento storico diverso, non c’è il terreno di coltura dell’ideologismo fanatico degli anni ’70 e c’è una grande attenzione al tema dei diritti. No, non c’è il rischio di iniziative violente da parte di improbabili sigle terroristiche vecchie e nuove. Quei proiettili inviati a me e alla collega Forleo provengono da settori deviati di apparati dello Stato, che già in passato hanno messo in pericolo le istituzioni e oggi cercano di riprodurre quel clima».

Dica la verità, lei ritiene che sia in atto un golpe giudiziario?
«La parola golpe la usa lei. Certo è che è accaduta una cosa senza precedenti, della quale non so ancora ufficialmente nulla, poiché nulla mi è stato notificato. L’ho appreso dall’Ansa. No, non mi pare ci siano più le condizioni per fare il magistrato, specie in Calabria, avendo come punto di riferimento l’articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza di tutti i cittadini, ndr) ».

Da quand’è che si trova sotto tiro?
«Da quando ho cominciato a indagare sui finanziamenti pubblici europei. Da allora, è scattata la strategia delle manine massoniche. Questo di oggi è solo l’ultimo atto. Staremo a vedere quali saranno i prossimi, visto che ormai sono considerato un elemento “socialmente pericoloso”».

La accusano di aver iscritto Mastella nel registro degli indagati per ritorsione, per la storia del trasferimento.
«Falso. Le indagini, come tutti sanno, avevano un loro corso, che non poteva essere intralciato da attività esterne. Nemmeno da una richiesta di trasferimento, che appunto è da considerarsi un’attività esterna. La domanda da fare è un’altra».

La faccia.
«Mi chiedo: chi e perché ha fatto venir fuori la notizia dell’iscrizione di Mastella? E come mai è stata fatta pubblicare una cosa non vera, e cioè che Mastella fosse indagato anche per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete? ».

E che cosa si risponde?
«Che è opera della stessa manina raffinata. Suggerisce qualcosa il fatto che prima ancora che le agenzie lanciassero la notizia, Mastella abbia dichiarato che con le associazioni massoniche lui non ha nulla a che fare?».

In questo scenario, le misure di sicurezza per lei sono state rafforzate?
«Non ne so nulla. So che continuo a mettere di tasca mia la benzina a un’auto blindata che è un baraccone, tanto che non può spostarsi nemmeno fuori Catanzaro».

E la riunione di giovedì scorso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica? «Come no. Mi hanno detto che vi ha preso parte anche il procuratore aggiunto Salvatore Murone (sul quale indaga la procura di Salerno, per fatti relativi a inchieste del pm de Magistris, ndr). La cosa un po’ mi inquieta, poiché ritengo che proprio Murone sia uno dei principali responsabili del mio isolamento istituzionale, oltre che uno degli autori dell’attività di contrasto nei miei confronti all’interno dell’ufficio giudiziario».

Allora è vero che quella di Catanzaro è un’altra «procura dei veleni»?
«No. Non è così. Con la gran parte dei colleghi io ho un rapporto ottimo. Ma quando arrivo in Procura mi guardo lo stesso alle spalle. C’è nei miei confronti, e le vicende degli ultimi tre anni lo dimostrano, una precisa attività di contrasto, messa in atto verso ben precise indagini e svolta da parte di ben individuati soggetti».

Cosa pensa della telefonata dell’altro giorno tra i suoi indagati Prodi e Mastella che il premier ha definito «cordiale»?
«Non parlo delle indagini in corso, lo sa». Dopo questa intervista, non l’accuseranno di aver avuto un «disinvolto rapporto » con la stampa? «Questo è davvero paradossale. Sono io che ho subito i danni creati dalle fughe di notizie. E poi, adesso basta. Il momento è troppo grave. E quindi ritengo di potermi svincolare dal dovere di riservatezza che mi ero imposto, mentre tutti gli altri facevano con me il tiro al bersaglio ».

Pensa che debbano intervenire capo dello Stato e Csm?
«Sì. Lo spero. Non so perché il presidente Napolitano non sia ancora intervenuto. Confido che lo faccia il Csm, a tutela dell’autonomia e indipendenza di tutti i magistrati. Anche di quelli che lavorano in Calabria».

Carlo Vulpio
21 ottobre 2007

Firma anche tu contro i soprusi del governo

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Ho ricevuto questa ,mail… …spero sia uno scherzo

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

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L’intervista a Prodi a Porta a porta in formato audio perchè non c’è niente di bello da vedere.

Ps Nemmeno da sentire ma facciamoci due risate.

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Trema il palazzo, si sbiancano i volti per la tempesta Grillo.

La serata di Porta a Porta sigla la fine dei politici italiani.

Il Grillo argomento principe della serata e Di Pietro che tiene banco.

De Michelis ridicolo più che mai

Eccovi un filmato commentato su Beppe Grillo trasmesso tra una battuta ed un’altra

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Ecco come si fa! Si scrive un libro e lo si mette in rete permettendo che tutti lo possono scaricare gratuitamente.

Una interessante panoramica sulla situazione lavorativa italiana. Io personalmente, sono uno di quelli che a 43 anni si ritrovano senza un lavoro certo.

Buona lettura.

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A me quest’uomo dona tanta carica di andare avanti, sicuramente se entrasse in politica sarei un suo supporter più fedele, ha ragione quando dice che internet è il mezzo più vero per dire o per smentire qualsiasi cosa che interessi tutti. Tremate Tremate!
Ascoltiamo la sua intervista a Rai News

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Sono seriamente preoccupato, ancora di più di quello che non ero.

I miei figli mi parlano spesso, delle angherie subite all’interno della propria scuola, ma stiamo parlando solo di bambini.

Girando per il Web, mi si è gelata la coscienza, per la quantità di filmati girati con i videofonini, che riprendevano scene di disgustosa violenza all’interno delle aule scolastiche di istituti superiori e medi in giro per l’Italia. Violenza gratuita ai danni di ragazzi, ragazze e addirittura professori, costretti a subire violenze fisiche morali e sessuali. Il tutto filmato con i moderni telefonini che noi genitori regaliamo con tanto vanto ai nostri figli.

Figli di una generazione già perduta e mai ritrovata, puoi il bello è che lasciamo che i nostri figli completino l’opera inserendo questi video su Internet, titolandoli: video divertenti.

Stiamo proprio dormendo, forse che i nostri figli stiano realizzando le nostre perversioni più represse? Forse che i nostri figli stiano iniziando una nuova rivoluzione mentale dove è proibito avere coscienza, dove l’unica ragione dell’essere è divertirsi.? Non parlo dei figli degli altri ma dei miei figli, perché anche loro fanno parte di questo prodotto generato dalla mancanza di etica e morale. Possibile mai che non ci accorgiamo che,un nostro figlio stia facendo cose che sono ignobili. Guardando questi video, ho notato che i soggetti che facevano violenze, non avessero nessuna remora a mostrare il proprio volto, quasi a firma della loro bravata. Come intendiamo a arginare questo fenomeno, quando le autorità comprenderanno che non ci deve essere nessuna tolleranza nei confronti di queste bestie originate da una famiglia che non ce, o meglio che non è attenta. Basterebbe, secondo me,Inserire delle telecamere all’interno delle aule e dei locali scolastici, creare dei centri di ascolto per coloro che subiscono tali soprusi e non essere per niente delicati, nei confronti di coloro (a prescindere dell’età) che fanno queste bastardate. Inoltre creare sul web, un antibullismo, magari creando dei forum, dove se ne può parlare e denunciare tali gesta. Bene! Questo è un blog e si può rispondere tranquillamente e se ritieni di dare la tua esperienza, o denunciare un fatto accaduto a te, puoi farlo restando sempre nell’anonimato.

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